SANVITENSES   HISTORIAE

 

** A quale epoca si può ragionevolmente risalire per porre l’origine del nostro paese?

** Quali furono presumibilmente i primi abitanti di questa zona?

Le origini di San Vito sono antiche! risalgono ai primi secoli d.C.

 Quando la frazione di San Vito vide i suoi primi abitanti?

Le opinioni sono queste: alcuni ritengono che essi facessero parte dei nuclei familiari posti a custodia della strada romana che congiungeva Feltre con la valle del Brenta; altri da fuggiaschi venuti dalla pianura durante le prime invasioni barbariche; altri pensano da alcune famiglie che, in seguito alle numerose lotte per il possesso di questa zona  - passaggio obbligato per salire e scendere lungo la valle del Brenta e magnificamente difendibile, tanto che per molti anni è stata usata come zona di confine -  abbiano cercato rifugio nella parte alta della montagna, detta dei “Roveri” per il fitto bosco di querce (robora) e quindi luogo sicuro per nascondersi perché inaccessibile.

In questa contrada si trovano infatti le abitazioni più antiche!

Altri infine ritengono c h e fossero le famiglie dei custodi del Castello sopra la scala di Primolano e della fortezza del Covolo, ove risiedeva stabile una guarnigione di soldati, data la sua posizione strategica e inespugnabile dominante la valle del Brenta.

E la sua denominazione?

Fin dal secolo V° c h iese e monasteri furono dedicati al nome del santo giovanetto Vito, la cui leggenda è tardiva , ma il culto diffusissimo assieme ai compagni Modesto e Crescenzia, perc h é annoverato tra i santi Ausiliatori, specialmente contro la corea o ballo di San Vito e la rabbia.

Numerosi comuni d’Italia: 22  - vedi codice di avviamento postale e frazioni: 24 = 46 ne presero il nome: vedi guida del Touring Club.

Il culto specialmente per San Vito era vivo anc h e nella Marca Trevigiana, dove diversi paesi ne presero il nome: il più vicino a noi è San Vito di Bassano.

Rinomato nel secolo VIII° il monastero dei SS. Vito e Modesto di Vicenza, ai cui monaci benedettini l’allora vescovo di Vicenza fece donazione nel 1893 di due casolari e ai monaci c h e risiedevano nella valle del Canalet di alcuni fabbricati e terreni a Fonzaso.

Il Cismon deviò dal suo corso nel 594, deviazione c h e i Feltrini attribuirono a San Vito. Non è improbabile c h e allora gli abitanti del “vico” abbiano edificato un sacello in onore dei tre SS. Martiri, li abbiano proclamati loro protettori ed abbiano intestato il piccolo centro abitato al più giovane di essi: San Vito e la frazione venne denominata: “San Vito e Roveri”, in seguito con decreto vescovile in data 28 febbraio 1952 la Parrocc h ia viene denominata “San Vito di Arsié” in conformità alla dizione civile.

Origine della Parrocchia   - Non poc h i storici ritengono c h e l’evangelizzazione della zona sia venuta tra il 400 – 500 d.C., quanto in seguito alle invasioni barbaric h e, i fedeli della pianura, per sfuggire alle rappresaglie, risalendo la valle del Brenta, presero dimora nel nostro territorio di Arsié.

Nel secolo IX° Arsié è ricordata come Pieve e nel secolo X° come matrice delle cappelle di Mellame, Rivai, San Vito e Roveri, Enego. Verso la metà del secolo XIV° risiedevano già in Arsié diversi sacerdoti, diaconi e c h ierici, i quali alla domenica si portavano nelle diverse cappelle per assistere ed istruire i fedeli ed i fanciulli impossibilitati e recarsi nella c h iesa Matrice. Gli abitanti dovevano portare i loro figli ad Arsié per essere ivi   battezzati; ugualmente colà venivano trasportati i defunti per essere sepolti. Gli abitanti della vastissima Pieve nel 1500 cominciarono a lamentarsi della loro lontananza dalla c h iesa Matrice e pensarono di separarsi da essa.

I primi erano stati quelli di Enego nell’anno 1429, seguirono poi Mellame nel 1535, Rivai nel 1594, S. Vito e Fastro nel 1647 e Rocca nel 1674.

Origine della chiesa   -  Nell’arc h ivio parrocc h iale non vi è alcun documento dal quale si possa rilevare l’epoca della erezione della c h iesa. Dalla tradizione pare fosse anticamente un capitello, c h e poi fosse allargato a cappella, prolungata poi secondo i bisogni del piccolo numero degli abitanti.

Quando il 6 ottobre 1491 il vescovo di Padova Pietro Barozzi fu in visita pastorale ad Arsié, si interessò anc h e dell’oratorio di San Vito.

Eccone la descrizione fatta dal pievano di Arsié: “ L’oratorio dedicato ai SS. Martiri Vito, Modesto e Crescenzia appartiene alla Pieve di Arsié; è incerto se sia consacrato o no; nell’interno aveva delle rozze pitture e tutto vi era rozzo e povero; vi si celebrava soltanto nella festa dei titolari, tuttavia aveva già dato il nome di “Colle San Vito” alla località ove sorgeva.” Un’ottantina di anni dopo, il 9 ottobre 1571, lo visitò il vescovo Ormanetto: era in condizioni ancora peggiori. Invece le cose sono evidentemente mutate quando il 26 ottobre 1724 lo visitò il card. Gregorio Barbarigo; aveva sempre un solo altare, ma ben fornito di quanto occorreva per la s. Messa, c h e vi era celebrata oltre c h e nella festa dei titolari anc h e in tutte le feste di precetto per la grande distanza dalla Pieve di Arsié dei fedeli delle contrade di San Vito e Roveri.

Dopo il disastro dell’inondazione del 1748 in cui venne sepolta la c h iesa campestre di Fastro, le ville veneziane e coperti di g h iaia i terreni del Solivo, per cui il paese h a perduto le sue caratteristic h e e il suo appellativo, pare c h e i due paesi si siano uniti ad ingrandirla e l’abbiano infatti ingrandita, per cui la vecc h ia cappella era il coro, sostituiti i muri della navata con delle colonne (ora collocate nell’orto della canonica) e aggiunte le due navate laterali. Ma poi lungo il lavoro sollevata discordia, i poc h i abitanti di san Vito siano stati costretti a coprirla a legno alla altezza in cui si trova, e da poc h i anni coperta a tegole. Essa è semplicemente benedetta. Niun  documento è c h e serva a comprovare la consacrazione. Gli altari sono 3. Il maggiore in coro. Pare dedicato ai SS. Martiri e si rileva da una pala vecc h ia e disordinata esistente dietro al sacro tabernacolo fra le 2 colonnette di legno una volta dorato. Dei due laterali quello a destra è dedicato alla Madonna sotto il titolo del Rosario, di cui vi è una statua in legno. L’altro a sinistra a San Giuseppe e vi è una pittura c h e rappresenta la sacra famiglia. La fabbrica della c h iesa attuale è nel massimo disordine. Piccola, mal riparata, col soffitto cadente. A rimediare ad un tanto disordine si è pensato sin dal 1875, e nell’autunno del 1883 furono gettate in parte le fondamenta di una nuova fabbrica. (da visita pastorale del 1885).

Il 18 settembre 1883 fu benedetta la prima pietra della nuova c h iesa di stile classico – moderno – dorico-  corinto con tre altari, inaugurata il 26 novembre 1888 c h e non era ancora del tutto terminata. Il coro, la sacrestia  le adiacenze e le rifiniture furono approntate in seguito, prima del 6 settembre 1898, quando tornò in visita pastorale il vescovo Callegari. I danni causati dalla guerra italo - austriaca del 1915 –1918 furono subito riparati.

La chiesa è lunga m. 27, larga 9, alta 11; la navata è di m 18 x 9, il coro m. 9 x 7. Fu consacrata il 22 agosto 1953 da Mons. Carraro, vescovo ausiliare di Treviso, in luogo del vescovo di Padova impedito. Oltre ai tre altari già esistenti della vecchia chiesa, dai minatori ed emigranti fu costruito un nuovo altare con statua di S. Barbara, loro patrona, nell’anno 1959 inaugurato nel dicembre. Il 14 agosto 1966 vennero benedette dal vescovo di Padova Mons. Bortignon le nuove statue dei SS. Martiri opera dello scultore Vincenzo Musner di Ortisei. Ai primi di novembre del 1966 un fortissimo vento recò gravi danni al tetto della chiesa e della canonica, per cui si rese necessaria radicale riparazione con la sostituzione di tegole in cemento con contributo in parte dello stato. Nel novembre 1967 venne pure installato l’impianto di riscaldamento ad aria della chiesa. Rimane da tinteggiare la chiesa ed elettrificare le campane.

L’ assistenza spirituale ai fedeli di S. Vito fin dall’inizio venne svolta da un sacerdote di Arsié, vi celebrava solo nella festa dei titolari poi dal 1724 anc h e in tutte le feste di precetto. Vi fu un periodo, probabilmente dopo la separazione dalla Pieve di Arsié nel 1647, durante il quale l’ assistenza spirituale fu affidata ad un eremita, come risulta da un documento c h e dice: “ al tempo di S. Gregorio Barbarigo, (quindi verso il 1670) nell’ambito del territorio di Arsié  erano costruite, oltre alla c h iesa parrocc h iale di Arsié, altre 6 c h iese. Di queste 3 minori: San Mic h ele, San Cassiano e San Vito erano custodite da eremiti i quali vivevano presso le c h iese, ne avevano  la cura e ricevevano offerte dalla popolazione. Gli abitanti dovevano continuare a portare i lori figli ad Arsié per essere battezzati; ugualmente venivano portati i defunti per essere sepolti.” Nel 1680 c’erano già 300 anime da comunione e ci fu una prima petizione, indirizzata al vescovo di Padova, per avere un curato. Siccome non ebbe esito, un eremita che viveva sopra i Tonini, c h iamato il “frate”, si offerse di guidare a piedi una delegazione al senato della Serenissima repubblica di Venezia e poi alla curia vescovile di Padova per ottenere il curato. Il vescovo di allora, benedettino, concesse un sacerdote per la cura (curato) di quelle anime fino al 19 febbraio 1770 quando San Vito e Roveri fu eretta parrocc h ia con decreto dell’eccellentissimo senato di Venezia. Il primo parroco fu l’allora curato don Bartolomeo Antonio Velo da Enego, eletto a pieni voti dal popolo (jus comunitativo) il 16 agosto 1770. Il 27 agosto 1771 il nuovo eletto parroco ebbe tutte le facoltà spirituali per la cura d’anime dal suo prelato il vescovo di Padova.

La c h iesa da allora viene ad essere parrocc h iale. I registri dei nati e battezzati, dei morti e l’anagrafe iniziano con la data del 1728, anno in cui presumibilmente fu concesso il curato. Non esiste memoria alcuna in questo arc h ivio parrocc h iale, ma l’arciprete pro tempore di Arsié h a il diritto di presentare il parroco eletto di San Vito alla investitura di beneficio.

La parrocc h ia di San Vito h a una estensione di circa 5 km. quadrati. Appartiene alla Vicaria di Enego, diocesi di Padova, comune di Arsié, mandamento di Fonzaso, provincia di Belluno e si trova nel Veneto in Italia!!!

P.S. La visita pastorale del 19 settembre 1816 dice: “dopo c h e il 10 febbraio 1770 il senato Veneto ebbe riconosciuto il “giuspatronato” della comunità di Arsié – ecclesia h aec erecta fuit prius in Curatiam per decretum episcopale diei 11 februari 1771, deinde ut Paroc h ialis h abita fuit .-  Di fatto quando il vescovo Giustiniani il 17 ottobre 1774 visitò – noviter erectam paroc h ialem ecclesiam S. Viti et Robrum noncupatum – vi trovò due altari, fonte battesimale, cimitero e curato eletto dagli uomini delle contrade di San Vito e Roveri e presentato dall’Arciprete di Arsié all’Ordinario per la nomina.

Altri luoghi sacri: Oratorio pubblico dei SS. Vito, modesto e Crescenzia ai Duri, inaugurato il 27 ottobre 1904; il 14 agosto 1955 furono inaugurate le campane.

Campanile: il vecc h io campanile tanto pericolante c h e da anni gli erano state tolte le campane, fu sostituito da uno nuovo tra il 1865 e il 1872, di pietra viva, di stile classico; le 4 campane furono benedette da Elia Dalla Costa nella visita pastorale del 1925; dicesi siano state consacrate dal vescovo Federico dei March esi Manfredini nella visita pastorale del 21 settembre 1861.

Cimitero: Dal 1647 i morti non venivano più sepolti ad Arsié, ma attorno alla c h iesa. Nel 1865 dovette essere trasportato altrove per avere il terreno per la costruzione del nuovo campanile; il nuovo cimitero fu aperto nel 1865, nel mezzo c’era la cella mortuaria, e siccome con il passare degli anni aveva bisogno di essere riparata, fu deciso di abbatterla e costruirne una nuova in fondo al cimitero, c h e venne inaugurata il 30 settembre 1956.

Quest’anno si vuole ricordare in occasione della visita del vescovo per la cresima il 2° centenario della creazione di San Vito a Parrocchia.

Copia del documento originale “ SANVITENSES HISTORIAE” del 1971 di Don Antonio Bernardi

Parroco “pro tempore” della Parrocchia di San Vito di Arsié dal 1970 al ….